Cappella di San Donato (Sec. XX)
- 24 gen 2021
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Aggiornamento: 9 ago

La cappella di San Donato, situata in via Cavour di località Acquarica, fu fatta costruire nel 1963 dai coniugi Donato Occhilupo (1921 – 2009) di Francesco e Carmela Grezio (1923 – 1984), sposatisi il 30.4.1949. Donato portava il nome del fratello (1888-1917), caduto sul Carso durante la Prima Guerra Mondiale e ricordato sul Monumento ai Caduti di Acquarica. Dalla loro unione nacquero sei figli — Cosimina, Francesco, Pasquale, Antonio, Carlo e Luigia — e nel 1963, in seguito a una grazia ricevuta, i coniugi vollero edificare la cappella come segno di gratitudine. Il progetto fu affidato al Geom. Francesco Zappatore di Barbarano del Capo e realizzato dal maestro Alfredo Martella, con il contributo anche degli emigranti acquaricesi.
La facciata, in pietra locale, è caratterizzata da un portale sormontato da una finestra circolare con vetri colorati e da un frontone decorato con cornice ondulata. Ai lati del frontone spiccano due piccoli campanili a vela doppia, elementi distintivi dell'edificio.
L'interno, costituito da un'unica aula di circa 70 mq con volta piana e cornici in stucco, custodisce un grande Crocifisso sulla parete di fondo, una statua in gesso di San Donato (realizzata a Parma nel 1962 e giunta ad Acquarica il 2 luglio dello stesso anno) e una statuetta della Madonna Immacolata.
Nel 2012, Don Giovanni Zanchi, Canonico della Cattedrale di Arezzo, inviò all'allora Parroco di Acquarica, Don Beniamino Nuzzo, una reliquia ossea del Santo.
Con deliberazione di Consiglio del 5 agosto 2026, il Comune di Presicce-Acquarica ha accettato la donazione della cappella al patrimonio comunale da parte della Famiglia Occhilupo, che consegna all'intera collettività un luogo di profondo valore storico, religioso e identitario, affinché possa essere custodito, valorizzato e tramandato alle generazioni future. La cerimonia ufficiale si è tenuta il 7 agosto, in occasione della Festa di San Donato, al termine della Santa Messa. In tale occasione, la reliquia e il calice sono stati donati alla parrocchia, che li custodisce nella Chiesa Madre, ed è stata inaugurata, alla presenza delle autorità civili e religiose, una targa commemorativa del passaggio di proprietà.
Il 7 agosto, nei pressi della chiesetta, si celebra la tradizionale festa rionale dedicata a San Donato, Vescovo e Martire di Arezzo vissuto nel IV secolo, venerato come protettore degli epilettici per la guarigione miracolosa di un bambino a lui attribuita. La sua fama è legata al celebre miracolo del calice (raffigurato ai piedi della statua custodita in Cappella): durante la celebrazione della Messa, alcuni pagani fecero irruzione nel tempio e frantumarono il calice; Donato invocò il Signore, ne raccolse i frammenti e li ricompose, ma uno mancava. Incurante di ciò, vi versò ugualmente il vino e lo servì ai fedeli, senza che ne cadesse una goccia. Il prodigio convertì al Cristianesimo 79 pagani, ma fu anche causa del suo martirio: un mese dopo venne arrestato e decapitato.
La festa rionale è accompagnata da momenti popolari molto sentiti dalla comunità, tra cui il tradizionale gioco della cuccagna in palio: un lungo palo unto di grasso, che i partecipanti devono scalare o percorrere per raggiungere il premio posto all'estremità.
Nel corso degli anni, è consuetudine allestire, nei mesi di dicembre e gennaio, il tradizionale presepe artistico poliscenico all'interno della Cappella, realizzato dal presepista Antonio Occhilupo — figlio di Donato e Carmela, elettricista in pensione — coadiuvato dall'Associazione "TerraFranca - Devoti di San Donato". Ad instillargli la passione per il presepe fu Don Tito Oggioni Macagnino, Parroco di Acquarica e missionario fidei donum in Rwanda, come lo stesso Occhilupo ha raccontato al giornale "PiazzaSalento": «Ricordo da ragazzino i presepi che Carlo Marzo faceva in chiesa su richiesta di Don Tito... ed io stavo lì ad osservare ed imparare. Poi ho cominciato a fare un mio piccolo presepe quando avevo 15 anni e da allora non mi sono più fermato. Ogni anno un presepe più ricco e più grande per il piacere dei visitatori».
Visitato ogni anno da migliaia di turisti (nel 2010 le presenze superarono le 3500 unità), il presepe si sviluppa attraverso 150 scene e 500 pupi artistici (circa la metà realizzati da esperti pupari salentini, i restanti dallo stesso Occhilupo). L'opera riproduce fedelmente i monumenti storici, le bellezze architettoniche e la vita domestica di Acquarica — comprese le umili abitazioni e i lavori di un tempo, tra cui l'intreccio del giunco (palèddhu) — regalando ai visitatori uno spettacolo artistico originale e maestoso.
Fonti
AA. VV. Istituto Comprensivo Statale Acquarica del Capo, "Acquarica del Capo - percorsi nel territorio e nella memoria", Editrice PrintLeader, 2001;
Colella Giancarlo, "Nel presepe c'è il paese di una volta, e 500 pupi: galleria fotografica - Piazzasalento", 13 dicembre 2013);
Miglietta Piera, "Mostra del Presepe artistico poliscenico di Acquarica del Capo", in "39° Parallelo", periodico di informazione e cultura della Pro Loco Tiggiano, Anno XI, n. 6, Dicembre 2011;
Palese Salvatore (a cura di), "Carissimi - lettere di don Tito Oggioni Macagnino agli Acquaricesi - 1978 - 1991", Parrocchia San Carlo Borromeo, Pubbligraf, 2002).




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