Epifanio Coletta (1863 -1916)
- Pro Loco Acquarica del Capo
- 24 set 2020
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 27 nov 2024

Epifanio Coletta nacque ad Acquarica del Capo nel settembre del 1863 da Lorenzo e Maria Macagnino. Il 13 maggio 1909 sposò Anna Maria Nicolina Colaci, originaria di Specchia ma con possedimenti a Ruffano, dove stabilì la sua residenza pur rimanendo indissolubilmente legato al suo paese di origine. Cittadino benestante, morì il 25 novembre 1916 all'età di 53 anni presso la sua casa in Ruffano alla via Monsignor d'Urso.
Poche settimane prima della sua morte, il 13 novembre 1916, dispose con testamento olografo di donare i suoi beni in beneficenza. La sua eredità consisteva in denaro, numerosi immobili, terreni che si estendevano per decine di ettari e diverse masserie, destinate a dare vita all'Opera Pia "Asilo di mendicità e vecchiaia per poveri".
Nelle ultime volontà, stabilì che l'asilo fosse aperto presso la propria abitazione e che le rendite fossero esclusivamente utilizzate per gli scopi benefici prefissati.
Il Consiglio Comunale espresse parere favorevole all'accettazione della Donazione Coletta in seconda convocazione, il 6 aprile 1918.
L'anno successivo, l'opera fu riconosciuta Ente Morale con Decreto del 28 settembre ed affidata alla Congregazione di Carità di Acquarica del Capo, nominata erede universale dei suoi beni.
Secondo le sue disposizioni, la gestione dell'ente non avrebbe dovuto essere affidata ai laici, bensì all'istituzione religiosa "Fate bene Fratelli", i quali "non ostante laici, sono chiamati al governo di simili Ospizii".
In particolare, al Parroco di Acquarica, in qualità di persona a conoscenza dei bisogni locali, sarebbe spettato il compito di proporre i poveri da ammettere nella struttura. La selezione sarebbe stata poi effettuata dall'Ente Congregazione di Carità, che includeva lo stesso Parroco, con priorità riservata agli anziani abbandonati o a persone malate, inabili al lavoro e prive di mezzi di sostentamento.
Le disposizioni sull'ospitalità erano molto avanzate per l'epoca: i ricoverati avrebbero goduto di "un alimento sano e non di lusso, una colazione al mattino oltre il pranzo e la cena, con due vivande per pasto, la carne da somministrarsi due volte la settimana, e mezzo sigaro o cent. 5 di tabacco da fiuto a quelli che ne facciano uso. Il vestiario decente come suole usarsi in simili Ospizii".
Oltre a garantire un pasto caldo e un alloggio, Epifanio Coletta volle prendersi cura anche dell'aspetto spirituale dei ricoverati: "I frati cureranno la pulizia, l'ordine ed il buon andamento dell'Istituto facendo menare ai ricoverati un regime di vita devota e ordinata. Questi voglio che avessero a recitare quindici poste di Rosario al giorno [...] dovranno confessarsi e comunicarsi in ogni mese, nelle festività della B.V.M. non escluso il Precetto e le Quarantore".
Il lascito prevedeva inoltre di garantire una dote alle giovani in età di matrimonio provenienti da famiglie in condizioni di estrema povertà.
Tra il 1958 e il 1969 l'Asilo di mendicità subì lavori di costruzione, restauro, ampliamento e tra il 1969 e il 1972 fu disposto l'acquisto di una targa di marmo in sua memoria di cui si sono perse le tracce.
In riconoscimento del suo gesto di generosità, il Comune gli intitolò l'antica "via pubblica" che collegava Acquarica a Presicce. Su questa strada, nel 1981, là dove un tempo sorgeva la sua casa, fu costruita una Casa di riposo per anziani, affidata alla direzione dell'insegnante Melina Ramirez, e nel 1985 fu apposta una nuova targa commemorativa in marmo con la seguente iscrizione:
"A Epifanio Coletta / esempio di generosità e grandezza d'animo / donò i suoi beni ai cittadini di Acquarica / affinché in questa sua casa venissero ospitati / gli anziani / l'Amministrazione Comunale riconoscente / questo bronzo pose / A.D. 1985".
Il bassorilievo bronzeo che campeggia sulla targa fu realizzato nel 1983 dal rinomato scultore Francesco (Franco) Filograna da Casarano, autore del monumento ad Aldo Moro di località Acquarica.
Fonti
Brigante Antonio, "L'alloro sfrondato - Acquarica del Capo tra Grande Guerra e Fascismo", Edizioni panico, 2009;
Palese Salvatore (a cura di), "Carissimi - lettere di don Tito Oggioni Macagnino agli Acquaricesi - 1978 - 1991", Parrocchia San Carlo Borromeo, Pubbligraf, 2002.
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