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Frantoio Ipogeo Pedaci - Cimadomo

Immagine del redattore: Pro Loco Acquarica del CapoPro Loco Acquarica del Capo

Panoramica del frantoio ipogeo Cimadomo
Panoramica del frantoio ipogeo Cimadomo (foto su gentile concessione dell'Arch. Livia Negro)

Il Frantoio ipogeo si trova in via Epifanio Coletta, nel centro storico di Località Acquarica, già strada Lame e ancor prima via Cappella Vecchia.

Anticamente appartenente alla Sig.ra Giovannina Pedaci, divenne di proprietà all'insegnante Pierina Stasi e poi della figlia di quest'ultima, Maria Evelina Cimadomo, dalla quale prendono il nome sia l'abitazione storica (1832) sia il trappeto della quale è pertinenza.

Il frantoio è stato oggetto di studio da parte dell’Arch. Livia Negro da Salve nella tesi di Laurea Magistrale in Architettura dal titolo «Analisi, recupero e valorizzazione della via dei trappeti tra Acquarica del Capo e Presicce in Terra d’Otranto» (Relatori: Prof. Oronzo Brunetti, Prof.ssa Federica Ottoni, Università di Parma).

Abitazione storica M.E. Cimadomo, Località Acquarica
Abitazione storica Pedaci - M.E. Cimadomo, Località Acquarica

Un estratto dello studio, dal titolo «Memorie dal sottosuolo» è stato pubblicato dalla nota rivista del settore edile "Quarry & Construction": «L’ambiente principale rappresentato dal grande vano della lavorazione — dove avvenivano le operazioni di macinazione e spremitura — in cui era posta la vasca per la molitura costituita da una piattaforma circolare dal diametro di circa 3 metri su cui è posizionata una voluminosa pietra molare del diametro di metri 1,6 - 1,8 circa, o più pietre molari del diametro più piccolo, di calcare duro, idoneo a schiacciare le olive. Intorno al vano della molitura vi sono altri ambienti con enormi vasche in pietra leccese, dette in gergo "pile" per il deposito e decantazione dell’olio; le "sciave", cellette di raccolta delle olive calate dall’alto tramite dei camini in pietra e una zona dove erano ubicati torchi per la spremitura. Altri vani erano destinati ai lavoratori per mangiare e riposare; altri agli animali (le stalle)».

Il bene, attualmente di proprietà del Dott. Valentino Nizzo, figlio della precedente proprietaria e Direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia in Roma, è vincolato e sottoposto a tutela.

Planimetria del frantoio ipogeo Cimaduomo
Planimetria del frantoio ipogeo Cimadomo

(Fonti: Arch. Livia Negro, "Memorie dal sottosuolo" in "Quarry & Construction" n. 630/2017, pag. 88, edizioni PEI; Arch. G. Bortone, Arch. C. Cazzato, Prof. A. Costantini, "Schede degli elementi di valenza documentale e monumentale - Acquarica del Capo", Elaborato G, Associazione dei Comuni di Acquarica del Capo e Presicce, 2018)

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